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Foto del calesse.

L'artigianato in 3D

Per ricostruire il calesse si è operato, in stretta collaborazione con gli archeologi, all'interno di un "laboratorio virtuale" dotato di strumenti sofisticati. L'approccio informatico alla lavorazione degli elementi costituenti non è del tutto dissimile all'operato di un artigiano: un elemento si taglia, si intaglia, si buca come nella realtà. C'è però una differenza sostanziale: nel virtuale si lavora nello spazio e gli oggetti che vengono modellati sono solo entità geometriche pure, prive di materia. Poi, campionando texture (del legno, del metallo, ecc…) dalla realtà, la materia viene assegnata e il software proietta raggi di luce nello spazio, applicando agli elementi le caratteristiche cromatiche e di superficie dei materiali scelti. Alla fine di questo processo, si ottiene un'immagine statica fotorealistica. Per completare la ricostruzione virtuale è necessario introdurre il movimento: nell'arco di circa un minuto, il carro si solleva, si muove, le ruote e l'asse girano, la dimensione virtuale può considerarsi completata nello spazio e nel tempo.